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VERIFICHE
VERIFICHE IMPIANTI A PRESSIONE

VERIFICHE PERIODICHE ATTREZZATURE ED INSIEMI A PRESSIONE


Ai sensi del D.M. 11 aprile 2011 e D.M. 329/2004
Sei proprietario o utilizzatore di attrezzature o insiemi a pressione?
Allora saprai che le Verifiche Periodiche delle attrezzature a pressione sono attività tecniche specialistiche di prevenzione obbligatoria nei luoghi di lavoro e regolate dal Il D.M. n. 329/2004, di recepimento della Direttiva 97/23/CE (Direttiva PED) che definisce le modalità della messa in servizio, l'esercizio, la verifica degli accessori di sicurezza, le riparazioni e le modifiche delle attrezzature a pressione ed insiemi a pressione definiti come Gruppo GVR – Gas, Vapore, Riscaldamento ed elencati nel DM 11/04/2011 e nel Allegato VII del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.

Le verifiche periodiche sono finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, accertando in particolare:
  • la conformità delle attrezzature in pressione rispetto alle modalità di installazione previste nel manuale d'uso e manutenzione del Fabbricante;
  • lo stato conservazione delle attrezzature e il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste;
  • l'efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo delle attrezzature  o degli insiemi a pressione effettuando le prove di funzionamento.


Le attrezzature e insiemi a pressione sono soggetti a Verifiche Periodiche con una periodicità di  2, 3, 4, 5 e 10 anni a seconda delle caratteristiche, del fluido contenuto e della categoria.

COME FARE

Le verifiche periodiche sono uno strumento fondamentale per la manutenzione delle attrezzature in pressione e la gestione dei rischi nei luoghi lavoro e sono un obbligo cogente per il Datore di Lavoro.

L'omessa richiesta delle verifiche periodiche prevista dall'art. 71, c.11, del D.Lgs. n. 81 del 2008, comporta il configurarsi di gravi pericoli in termini di sicurezza degli impianti e delle persone, e la possibilità di incorrere in sanzioni amministrative, ma non solo: I potenziali danni causati dall'invecchiamento di attrezzature in pressione o parti di esse sono notevoli in quanto si possono creare perdite di materiali attraverso condutture o inquinamento dei materiali che possono causare i fermi impianto non programmati e possibili incidenti agli operatori con conseguente responsabilità penale del Datore di Lavoro.

IPI è Organismo Privato abilitato dal Ministero del Lavoro, ai sensi del D.M. 11/04/2011 ed ai sensi dell'art. 71 comma 11 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., per le verifiche periodiche di attrezzature in pressione del gruppo GVR e può affiancarti su tutto il territorio nazionale, in tutte le operazioni di prima verifica e verifiche successive delle attrezzature con un team di ispettori incaricati di pubblico servizio ai sensi dell'articolo 71, c. 12, del D.Lgs. n. 81/200.
La corretta verifica di apparecchi e insiemi in pressione è subordinata alla seguente procedura in vigore:

PRIMO STEP
VERIFICHE DI PRIMO IMPIANTO / MESSA IN SERVIZIO
Il Datore Di Lavoro o l'utilizzatore dell'attrezzatura/impianto a pressione, subito dopo l'installazione, deve intraprendere l'iter previsto dal D.M. 329/04 per la messa in servizio degli impianti, se ricadenti nel campo di applicazione dello stesso.

Nel caso in cui le attrezzature a pressione o gli insiemi siano installate e assemblate dall'utilizzatore, questi sono soggetti a verifica per la messa in servizio, o di "primo impianto", e il D.d.L. deve inviare la relativa richiesta all'INAIL, titolare della funzione.

Al termine della verifica INAIL consegna all'azienda un'attestazione dei risultati degli accertamenti effettuati. In caso di esito negativo della verifica, il documento indica espressamente il divieto di messa in servizio dell'attrezzatura a pressione esaminata.

Eseguita la verifica di primo impianto, all'atto della messa in esercizio dell'attrezzatura/insieme, l'utilizzatore deve inviare la dichiarazione di messa in servizio all'INAIL corredata da una serie di documenti tecnici citati all'art. 6 del D.M.

Esistono dei casi di esclusione dal controllo della messa in servizio e sono quelli riportati nell'articolo 5 del DM 329/04:
  • estintori portatili e bombole portatili per apparecchi respiratori;
  • recipienti semplici, comuni serbatoi per l'aria, di cui al d.lgs. n. 311/91 aventi pressione minore o uguale a 12 bar e prodotto pressione (PS) per volume (V) minore di 8000 bar*1;
  • insiemi per i quali da parte del competente Organismo Notificato o di un Ispettorato risultano già effettuate le verifiche di accessori di sicurezza o dei dispositivi di controllo.


SECONDO STEP
PRIMA VERIFICA
Una volta messe in esercizio, le attrezzature o insiemi a pressione ricadenti nell'ambito di applicazione del DM 329/04 e non soggette ai casi di esclusione riportati nell'articolo 11, sono soggette a riqualificazione periodica (verifiche periodiche).

La Prima Verifica Periodica deve essere richiesta  Datore di Lavoro all'INAIL di competenza, entro la periodicità specifica indicata nell'allegato VII del Dgls. 81 a partire dalla data di messa in servizio dell'attrezzatura.

Entro 45 giorni dalla richiesta di prima verifica periodica l'INAIL può effettuare direttamente la prestazione o avvalersi di un soggetto privato abilitato come IPI - Ingegneria Per l'Industria, scelto dal Datore Di Lavoro e specificato nella richiesta. Decorso tale termine, se INAIL non avesse delegato o eseguito l'attività di prima verifica, il Datore di Lavoro potrà richiedere l'intervento diretto di IPI.

TERZO STEP
VERIFICHE SUCCESSIVE
Una volta effettuata la prima verifica, con la periodicità indicata nell'allegato VII del D. Lgs. 81/08, il Datore di Lavoro è tenuto ad effettuare le verifiche periodiche successive.

Pertanto può richiedere le Verifiche Periodiche Successive alla prima direttamente ad IPI, che provvederà ad effettuare le stesse in tempi rapidi e efficienti.
L'attività ispettiva di IPI riguarda le seguenti attrezzature di lavoro del GRUPPO GVR (gas, vapore, riscaldamento):

Attrezzature a pressione
  • recipienti contenenti fluidi con pressione maggiore di 0,5 bar (Rif. art. 3 decreto legislativo n. 93 del 25 febbraio 2000);
  • generatori di vapor d'acqua;
  • generatori di acqua surriscaldata;
  • tubazioni contenenti gas, vapori e liquidi;
  • generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura dell'acqua non superiore alla temperatura di ebollizione alla pressione atmosferica, aventi potenzialità globale dei focolai superiori a 116 kW;
  • forni per le industrie chimiche e affini.

Insiemi
  • assemblaggi di attrezzature da parte di un costruttore certificati CE come insiemi secondo il decreto legislativo n. 93 del 25 febbraio 2000.
La Direttiva PED impone ai Fabbricanti delle attrezzature o insiemi a pressione di identificare il livello di pericolosità dell'apparecchiatura o dell'insieme costruito, andando a definire la sua categoria di rischio (I, II, III, IV), a partire dalla tipologia dell'attrezzatura, (tubazione, recipiente, accessori), del gruppo di appartenenza del fluido (fluido pericoloso o non), dello stato fisico del fluido (gas, liquido) e dall'energia immagazzinata identificata dal prodotto tra pressione e volume (PS x V, nel caso di recipienti, e PS x DN, nel caso di tubazioni).

I fluidi contenuti nei recipienti e tubature a pressione si dividono in 2 gruppi in base alla pericolosità del liquido contenuto:

Gruppo 1: Fluidi pericolosi tra cui fluidi esplosivi estremamente infiammabili, fluidi esplosivi facilmente infiammabili, fluidi esplosivi infiammabili , fluidi altamente tossici,  fluidi tossici" e fluidi comburenti.

Gruppo 2: Fluidi non pericolosi: Fanno parte di questo gruppo tutti quelli che non rientrano nel gruppo

A seconda della categoria di rischio  della generica attrezzatura in pressione e del gruppo del liquido contenuto variano le procedure di certificazione per la Direttiva PED ma anche la periodicità delle verifiche.

PERIODICITÀ DELLE VERIFICHE

OGNI 2 ANNI + VERIFICA DI INTEGRITÀ OGNI 10 ANNI
  • Recipienti/insiemi classificati in cat. III e IV;
  • recipienti contenenti gas instabili appartenenti alle cat. dalla I alla IV;
  • forni per le industrie chimiche e affini;
  • generatori e recipienti per liquidi surriscaldati diversi dall'acqua.

OGNI 4 ANNI + VERIFICA DI INTEGRITÀ OGNI 10 ANNI
  • Recipienti/insiemi classificati in cat. I e II.

OGNI 5 ANNI + VERIFICA DI INTEGRITÀ OGNI 10 ANNI
  • Tubazioni per gas, vapori e liquidi surriscaldati in cat. I, II e III;
  • Tubazioni per liquidi classificati in cat. I, II e III;
  • Recipienti per liquidi in cat. I, II e III.
OGNI 2 ANNI (funzionamento e visita interna) + VERIFICA DI INTEGRITÀ OGNI 10 ANNI
  • Generatori di vapor d'acqua.

OGNI 3 ANNI + VERIFICA DI INTEGRITÀ OGNI 10 ANNI
  • Recipienti/insiemi contenenti gas compressi, liquefatti e disciolti o vapori diversi dal vapor d'acqua in cat. III e IV;
  • recipienti di vapore d'acqua e d'acqua surriscaldata in cat. Dalla I alla IV.

OGNI 4 ANNI + VERIFICA DI INTEGRITÀ OGNI 10 ANNI
  • Recipienti/insiemi contenenti gas compressi, liquefatti e disciolti o vapori diversi dal vapor d'acqua in cat. I e II.

OGNI 5 ANNI + VERIFICA DI INTEGRITÀ OGNI 10 ANNI
  • Tubazioni gas, vapori e liquidi surriscaldati classificati in cat. III con TS>350°C ogni 5 anni funzionamento e ogni 10 anni integrità;
  • Tubazioni gas, vapori e liquidi surriscaldati classificati in cat. III con TS<=350°C ogni 10 anni integrità.